(Labitalia) – I sindacati di polizia Siulp, Siap, Ugl-Polizia e Anfp si dissociano dal sit-in di protesta organizzato oggi sotto casa del presidente del Consiglio Matteo Renzi dalla Consulta Sicurezza. In una nota, i sindacati prendono “le distanze da chi, proprio oggi, irresponsabilmente protesta per il riconoscimento della ‘specificità’ dei poliziotti, già salvaguardata dallo stanziamento preannunciato dal Governo, o per la carenza di mezzi e strumenti, atteso che, nel miliardo che sarà investito sono ricompresi anche 200 milioni per automezzi e nuove strumentazioni”. “Con amarezza constatiamo – spiegano i sindacati- che trattasi solo dell’ennesima strumentalizzazione i cui obiettivi non sono chiari, di chi tra l’altro, rappresenta una parte assolutamente minoritaria dei sindacati di Polizia e del comparto, irresponsabile considerato il clima che il Paese vive in vista del Giubileo e in pieno allarme terrorismo, inopportuna per quanto riguarda il luogo in cui si intende manifestare, davanti alla scuola di Pontassieve, incuranti degli effetti destabilizzanti sul piano pedagogico e culturale che proprio in questo momento ciò produrrebbe sui giovani frequentatori”.

“Le risorse assegnate potranno trasformarsi in nuove dotazioni e in automezzi solo nel rispetto delle procedure che presiedono alle gare di appalto a cui la Polizia di Stato, come tutta la pubblica amministrazione deve attenersi. Proprio per accelerare l’approvvigionamento di quanto occorre- sottolinea la nota- stiamo chiedendo al Governo di utilizzare le procedure d’urgenza, considerato che la particolare delicatezza del momento e le esigenze del Giubileo non consentono certo di temporeggiare. Si tratta di un’ineludibile priorità per la sicurezza dell’intera collettività e del nostro personale”.

Ecco perché, “conformemente ad un metodo che ha già portato risultati concreti per tutto il personale, oggi i sindacati di polizia sono impegnati in un confronto con i partiti della maggioranza per ottenere gli stanziamenti necessari al riordino del modello e per intervenire sul blocco del turn over. Pertanto, ogni iniziativa che non vada in tale direzione e si allontani dal processo riformatore delineato dalla legge Madia, appare solo strumentale e dannosa per i poliziotti e per la stessa sicurezza del Paese. Per questa ragione- concludono i sindacati- e per il senso di responsabilità che ha sempre guidato il nostro agire, non possiamo fare altro che dissociarci”.