Pubblichiamo il testo della lettera inviata in data odierna al Prefetto Franco Gabrielli, Sig. Capo della Polizia

“Pregiatissimo Signor Capo della Polizia,

la contingenza del momento ci costringe a richiamare, ancora una volta, la Sua attenzione sulla situazione degli organici, e quindi anche sullo stato dei concorsi previsti nella fase transitoria della revisione dei ruoli del personale della Polizia di Stato.

Il nostro senso di responsabilità, che abbiamo cercato di non far venir mai meno, ci obbliga a sollecitare un intervento che scongiuri il regresso dell’efficienza dell’apparato di pubblica sicurezza riguardo le aspettative del Paese, e anche gli immensi sforzi che la stessa Amministrazione sta compiendo per dare piena e celere attuazione alle procedure straordinarie previste dal provvedimento.

Come già detto in precedenti occasioni, la Polizia di Stato sta scontando una consistente carenza di organico, generata da contestate scelte di passati Governi, che genereranno un vuoto di circa 40.000 unità nel prossimo decennio e che, se non troverà mirate procedure concorsuali che possano compensare tale epocale esodo, comporterà una compressione della capacità operativa dell’intera Istituzione. E ciò senza volersi soffermare sulla grave perdita di know how che avremo per effetto del fatto che non vi sarà il necessario tempo di affiancamento delle giovani leve ai colleghi che lasceranno il servizio per consentire il trasferimento delle conoscenze e delle esperienze maturate.

La pandemia purtroppo, ha aggravato tale situazione e continuerà a determinare, ancora per un  lungo tempo, ulteriori problematiche che si aggiungeranno alle difficoltà già sedimentate nel tempo, questioni complesse che, se non corrette con interventi straordinari e coraggiosi sotto il profilo amministrativo, rischiano di vanificare gli auspici formulati con il riordino delle carriere, sia rispetto all’accrescimento della professionalità, e quindi dell’operatività della mission istituzionale, che del ripianamento delle dotazioni organiche.

Il diffondersi del COVID-19, ha determinando un inevitabile stallo delle procedure concorsuali, ma non ha certo arrestato l’emorragia di personale che si consuma mese dopo mese in virtù dei pensionamenti.  

Non intendiamo ridondare sulle prospettive che si appaleseranno in tutta la loro drammaticità nei prossimi mesi e, in maniera ancora più spaventosa, fra due o tre anni quando circa 18 mila colleghi, quasi esclusivamente delle qualifiche apicali dei ruoli superiori con qualifica di Ufficiali di P.G. lasceranno l’Amministrazione per il raggiungimento del limite di età.

Ci riferiamo, nella stragrande maggioranza dei casi, ad Ufficiali di Polizia Giudiziaria, ovvero al fulcro delle questure, degli uffici info-investigativi, delle Specialità e dei Reparti Speciali della Polizia di Stato, in assenza dei quali l’azione complessiva ne risulta gravemente menomata.

Si paventa, in maniera sempre più tangibile innanzi a noi, il rischio che l’efficienza della nostra Amministrazione possa essere erosa al punto da non poter garantire efficientemente la funzionalità e la tenuta del sistema sicurezza.

Riteniamo quindi imprescindibile dover ragionare su determinate situazioni dettate da questa straordinaria emergenza, le quali, se non affrontate per tempo con provvedimenti audaci, rischiano di compromettere non solo l’Amministrazione di pubblica sicurezza, ma anche i diritti fondamentali dei cittadini.

Conosciamo le difficoltà insite nelle misure che stiamo per chiederLe di valutare, ma si tratta di una soluzione che per il SIULP, in questo preciso momento, pare l’unica percorribile per poter scongiurare rovinosi scenari futuri.

Si tratta di interventi che potrebbero essere immediatamente adottati senza dover ricorrere necessariamente alle estenuanti e dilatorie trafile legislative, le quali, oltre a protrarre i tempi, ci proietterebbero nello scenario dianzi prospettato.

Prendendo dunque spunto dal recente scorrimento della graduatoria del concorso per 501 Vice Ispettori, rispetto al quale il secondo provvedimento correttivo al riordino ha permesso di selezionare ulteriori 370 colleghi su un totale di circa 525 idonei, ci sia consentito osservare che, a nostro parere, non paiono sussistere insormontabili ostacoli per la deroga ai limiti stabiliti dalle previsioni concorsuali,  individuando soluzioni che consentano di avviare tutti gli idonei al corso di formazione, soprattutto in costanza di provvedimenti normativi emergenziali.

Il riferimento più immediato, come ovvio, è rivolto in prima analisi al concorso appena detto, ma deve considerarsi estensibile a tutti i prossimi concorsi previsti nella fase transitoria dettata dal D.Lgs. 95/2017.

Il provvedimento suggerito, ancora una volta, fa riferimento alla norma che stabilisce la percentuale massima al 50% per l’accesso al concorso per Vice Ispettore dai ruoli interni, riservando il residuo ai concorsi pubblici.

Riaffermiamo la nostra assoluta convinzione che sia necessario, in questo momento, mettere in campo ogni utile iniziativa che consenta di superare il predetto vincolo che ostacola l’ampliamento delle graduatorie pur prevedendo, sin da ora le modalità con cui restituire i posti “presi in prestito” dal contingente riservato ai concorsi pubblici in relazione ai pensionamenti che si verificheranno nell’immediato futuro,  e in particolare negli anni 2022 e 2023 nei quali conteremo poco meno di ventimila pensionamenti, la cui maggioranza interesseranno proprio le qualifiche del ruolo ispettori.

Da sottolineare che una preclusione, per quanto riguarda l’ampliamento dei 501 vice ispettori, riguarderebbe poco più di 150 colleghi, che allo stato attuale per le motivazioni appena esposte non beneficerebbero dello scorrimento della graduatoria, nonostante un iter concorsuale particolarmente impegnativo e selettivo.

L’inevitabile allungamento delle procedure concorsuali pubbliche attesa l’emergenza sanitaria in atto, non permetterà, nei tempi stringenti che la situazione richiede, l’effettuazione dei concorsi necessari a compensare le carenze di ispettori in organico.

Infatti, quandanche dovessero essere banditi concorsi, come il prossimo bando che prevedere l’assunzione di 600 vice ispettori, valutati i tempi necessari allo svolgimento delle procedure concorsuali, la ridotta disponibilità̀ di posti negli istituti di istruzione e il lungo corso di formazione, a voler essere ottimisti, la disponibilità di poche centinaia di nuovi Ufficiali di P.G. si avrebbe non prima di 2/3 anni.

E’ del tutto evidente, insomma, che se non si agirà con un intervento straordinario, almeno nella fase transitoria che coincide con quella della maggiore emorragia di uscite dall’organico, in maniera essenziale e strutturata per i concorsi interni banditi sino al 2023, le circa 24 mila unità previste a regime per il ruolo degli ispettori resteranno un dato del tutto ipotetico e irraggiungibile poiché permarranno, anzi aumenteranno, le attuali carenze di organico.  

E’ in quest’ottica che riteniamo ragionevole ipotizzare di avviare al corso di formazione tutti gli idonei delle procedure del concorso per 501 Vice Ispettori e tutti gli altri che dovessero risultare tali nei concorsi interni banditi – quello relativo ai 263 e ai 614 Vice Ispettori – ma anche per quelli che dovessero risultare per i concorsi che saranno banditi da qui ai prossimi anni per tutta la fase transitoria.

Lo strumento che a nostro avviso risulta essere quello più adeguato, per immediatezza e per gli adempimenti giuridici ed economici connessi, resta quello giù utilizzato in passato per analoga situazione enucleato nell’art.2 comma 1 lettera d) del D.Lgs. 95/2017. Attingere cioè al numero di posti necessari alla copertura di eventuali scorrimenti delle graduatorie dei concorsi interni da quelli accantonati per i concorsi pubblici, per poi restituirli man mano, sulla base dei pensionamenti che vi saranno, ad ogni futuro concorso.

Atteso quanto sopra, con la presente siamo a richiederLe un momento comune di riflessione sull’argomento nell’ambito di uno specifico incontro, ove poter discutere dettagliatamente sulle soluzioni prospettate e sugli eventuali strumenti normativi che potrebbero dare corso alla vicenda.

Sicuro che l’argomento troverà la Sua cortese attenzione, come sempre accade per tutte le questioni che attengono al benessere e alle legittime aspirazioni del personale, per di più finalizzate al buon andamento e al funzionamento dell’Amministrazione, restiamo in attesa di un cortese cenno di riscontro cogliendo l’occasione per inviare cordiali saluti e rinnovare sensi di elevata e rinnovata stima.”