Le scene di guerriglia urbana di ieri a Napoli, chiaramente organizzate e gestite da una regia criminale unica e palesemente riconducibile alla criminalità organizzata che nel caos trova il suo terreno ideale per riaffermare i propri interessi e il proprio predominio, sono un campanello di allarme che nessuno può e deve sottovalutare o strumentalizzare senza mettere in conto gravi conseguenze sociali e di ordine e sicurezza pubblica. Ecco perché così come criminali sono stati quei facinorosi che ieri sera hanno devastato e saccheggiato la città, aggredendo in modo premeditato e violento anche i poliziotti presenti per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica e ai quali esprimiamo vicinanza e solidarietà oltre che plauso per la professionalità dimostrata nel non reagire a quelle violenze, altrettanto criminale è chiunque alimenti o cerchi di strumentalizzare questo disagio per meri interessi di parte.

Oggi occorre una riflessione corale e pacata, ma sinergica e intransigente, di tutte le Istituzioni, di tutte le forze politiche e di tutta la società civile affinché gli episodi di gratuita violenza a cui abbiamo assistito ieri sera non abbiano più a ripetersi. E per fare questo la risposta non può essere solo di polizia giacché occorre intercettare e comprendere le motivazioni alla basa di questa rabbia per dare risposte mirate e risolutive.

È quanto afferma in una nota Felice ROMANO, Segretario Generale del SIULP nel commentare gli episodi di violenza avvenuti ieri sera a Napoli nel corso di una manifestazione in dissenso alla decisione di lockdown.

Chi ieri sera ha dato sfogo alla violenza gratuita è un criminale e va perseguito senza esitazione.

Non si può, però, non tenere conto delle centinaia di napoletani per bene che ieri sera volevano protestare contro una decisione che, sebbene giustificata dall’emergenza sanitaria, corre il rischio di mettere in ginocchio migliaia di famiglie sul piano economico.

Ecco perché, conclude il leader del Siulp, strumentalizzare questo disagio alimentando il vento della rabbia e della protesta è altrettanto criminale. E così va considerato chiunque cerchi di strumentalizzare o sfruttare questa rabbia per trarne un vantaggio di parte. Occorre una risposta corale ed immediata che nel pianificare le necessarie misure sanitarie possa anche riportare serenità e prospettive positive per i napoletani in modo da arrestare sia l’onda di sfiducia e di protesta che si è innescata, sia la premeditata regia della criminalità organizzata che, in questo caos, cerca di riaffermare la propria supremazia a garanzia di quel martoriato territorio.

Ogni diversa e furbesca posizione, alimenterà il caos e chi la prenderà ne dovrà, conseguentemente, assumere anche la relativa responsabilità.

Roma, lì 24 ottobre 2020