Dichiarazioni del Segretario Generale Felice ROMANO

I Poliziotti italiani sono preparati ed equipaggiati per affrontare tutte le sfide che la loro missione richiede nell’interesse della tutela della sicurezza dei cittadini, delle Istituzioni democratiche e degli stessi poliziotti, nonostante alcune criticità che si sono determinate a seguito dei pesantissimi tagli operati negli ultimi dieci anni dai vari governi e che nelle ultime due leggi di stabilità l’attuale esecutivo ha quasi completamente ripianato.

Agire per costruire e rafforzare condizioni di sicurezza a tutela dei cittadini e dei poliziotti fa parte della mission del sindacato di polizia alla pari con la difesa dei diritti economici dei propri rappresentati. Ciò che, invece, non può e non deve appartenere all’agire dei sindacalisti di polizia è la ricerca, soprattutto quando è ossessiva, della spettacolarizzazione della sicurezza con il solo intento di creare sensazionalismo per ricavare un credito di immagine personale nella pubblica opinione a prescindere dal bene comune e dalla sicurezza dei cittadini e degli stessi poliziotti.

Voler affermare che la Polizia di Stato è incapace di garantire la sicurezza ai cittadini e agli stessi poliziotti, esponendoli al pericolo di criminali esaltati, è grave, infondato e anche pericoloso.

Lo afferma Felice ROMANO, Segretario Generale del SIULP, riferendosi alla sospensione di un appartenente ad un sindacato di polizia accusato di aver esibito prove non veritiere circa l’inadeguato equipaggiamento degli agenti durante una trasmissione televisiva.

Voglio precisare due cose, aggiunge il leader del SIULP, al fine di evitare confusioni o generalizzazioni sui sindacati di polizia. La prima è che il sindacalista in questione, indicato come “F.R.”, come peraltro già dichiarato a numerosi interlocutori che mi hanno chiamato, non sono io e che lo stesso non appartiene al SIULP; la seconda è che per migliorare la sicurezza dei cittadini e del nostro paese, così come le condizioni di lavoro dei poliziotti, non è necessario estremizzare sino alla esasperazione l’azione del sindacato poiché le estremizzazioni sono foriere solo di distruzione e di allarmismi che tutto fanno tranne che aiutare a garantire la sicurezza.

Per questo, senza entrare nel merito della singola questione che, peraltro da quanto si è appreso, è al vaglio della magistratura, nella quale riponiamo sempre la massima fiducia, prendo le distanze da chi intende fare sindacato per un fine personale e a danno non solo di tutti i cittadini e i poliziotti, ma anche dei propri quadri dirigenti.