Riportiamo il testo della lettera invia al Capo della Polizia Pref. Franco Gabrielli il 31 gennaio 2020.

Signor Capo della Polizia,
abbiamo preso atto con estrema soddisfazione della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale odierna del bando di concorso per l’assunzione di 1650 nuovi Allievi Agenti.
Una procedura concorsuale alla quale farà sicuramente seguito un nuovo bando riservato al personale che ha svolto servizio nei ruoli delle amministrazioni militari.

Prende così avvio un primo significativo momento di consolidamento degli organici, per approdare al quale è stata determinante la sinergica sensibilizzazione del Legislatore svolta congiuntamente dal SIULP e dall’Amministrazione da Lei rappresentata.

Sappiamo tuttavia che prima che i vincitori del concorso possano essere effettivamente immessi nei ruoli della Polizia di Stato passerà, nella più ottimistica delle previsioni, non meno di un anno. Periodo nel corso del quale entreremo nella prima fase in cui il forzato collocamento in quiescenza per limiti di età vedrà accrescere in modo considerevole la forbice del mancato turn over.

Questa considerazione torna acconcia anche in relazione alle previsioni contenute nell’ultima legge di stabilità – L. 160 del 27.12.2019 – con la quale, proprio nella prospettiva di ridurre i tempi necessari a colmare i vuoti degli organici delle pubbliche amministrazioni, abbattendo altresì i costi per le procedure selettive, è stato disposto, per quanto qui più interessa, che (sub art. 147, comma 1, lettera c) le graduatorie dei concorsi pubblici approvate negli anni 2018 e 2019 possono essere utilizzate dalle amministrazioni pubbliche entro tre anni dalla loro approvazione.

Se si approfittasse quindi di tale finestra normativa sarebbe possibile assumere immediatamente le centinaia di candidati che, pur essendo risultati idonei anche alle prove fisiche e attitudinali, sono rimasti esclusi dalla graduatoria utile dei vincitori. Si andrebbero così a sanare in tempi assai più ragionevoli alcune delle molteplici situazioni di carenza di personale che rischiano diversamente di cristallizzare la potenziale, ove non addirittura probabile, paralisi amministrativa.

In disparte, non di meno, si riconoscerebbe il giusto merito a giovani che, dopo defatiganti procedure di selezione, hanno visto naufragare il loro desiderio di essere parte dei ruoli dell’Istituzione che raccoglie il maggior tributo di stima da parte della cittadinanza.

Siamo quindi a chiederLe se questa ipotesi è stata immaginata, e se sì in che termini l’Amministrazione intende semmai avvalersi di tale opportunità. Segnalando a margine come questa potrebbe essere anche l’occasione per sanare l’ingiustizia sofferta dalle centinaia di altri ragazze e ragazzi che, sebbene utilmente collocati nelle precedenti graduatorie, hanno visto frustrare le loro aspettative dall’impietosa scure del limite di età dei 26 anni calata inopinatamente sul loro destino.

Sia consentito osservare come, mentre il Riordino ha previsto per ognuna delle innovazioni ordinamentali una fase transitoria nel corso della quale trova vigenza un regime normativo caratterizzato da deroghe estremamente generose, l’unica rigidità sia stata opposta a chi avrebbe sicuramente meritato un atteggiamento meno algido di quello manifestato dall’Amministrazione.

Invece, nel denegato caso in cui si ritenga di attingere in via esclusiva solamente alla nuova graduatoria che si andrà a perfezionare con le procedure del concorso bandito oggi, si chiede di conoscere le ragioni per le quali non si è ritenuto di accogliere la chiara sollecitazione che, anche nell’ottica della miglior razionalizzazione, il Legislatore ha proposto a tutte le Pubbliche Amministrazioni.

Certi della Sua sensibilità sulla problematica evidenziata, in attesa di un cortese riscontro si inviano cordialissimi saluti e sensi di elevata e rinnovata stima.