Articolo pubblicato e consultabile integralmente su Repubblica.it  a cura di Luisa Grion

Adesso tutti gli statali si ribellano ‘Un aumento ad hoc anche per noi’

ROMA – «Loro sì e noi no»: trovata una soluzione per uscire dal pasticcio sulla scuola, il governo Letta rischia di dover fare i conti con lo scontento di tutto il settore pubblico, comparto sicurezza in primis. La legge di Stabilità ha infatti esteso fino al 2014 il blocco dei contratti del pubblico impiego già in atto per il 2010-2012, prevedendo anche un taglio del 10 per cento sulla spesa degli straordinari. Al blocco non è sfuggito il settore della scuola, molto sensibile alla questione «scatto» perché – visto l’ impossibilità per la gran parte degli insegnanti di ottenere progressioni in carriera – l’ anzianità resta unica possibilità praticabile per ottenere un aumento dello stipendio. E di fatto tale automatismo scomparso nel pubblico impiego fin dai tempi di Tremonti e Brunetta – è stato mantenuto in vita solo per la scuola e la sicurezza, comparto cui è riconosciuta una specificità per via degli impegni richiesti (polizia o corpo militare, per esempio, non possono interrompere il servizio di sicurezza per il blocco degli straordinari).

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le sigle della sicurezza sono molto più polemiche. «Sono contento per gli insegnati, ma sono arrabbiatissimo per noi e considero quello della scuola un risultato apripista» commenta Felice Romano, segretario generale del Siulp. «La funzione specifica che ci è stata riconosciuta è del tutto disattesa. Anche noi abbiamo subito il blocco degli scatti, nel biennio 2011- 2012 siamo riusciti a recuperarli in parte grazie ad uno stanziamento del governo e usando fondi destinati alla riforma delle carriere. Ora c’ è l’ impegno del ministro Alfano a liberare 100 milioni previsti nella legge di Stabilità e mi auguro che il governo mantenga le promesse, ma la realtà è che un agente che ottiene un avanzamento raddoppia le responsabilità, ma percepisce il vecchio stipendio. E’ scandaloso perché le risorse ci sarebbero: basterebbe tagliare gli sprechi, a partire dalle auto blu ridotte nei fatti solo per la Presidenza del Consiglio».