SICUREZZA:ROMANO (SIULP),POLIZIA NON SIA LASCIATA SOLA

(ANSA) – ROMA, 6 DIC – ”Ci chiedono risposte concrete che la politica non riesce più a dare e bisogna lavorare insieme per garantire sicurezza, giustizia, legalità e sviluppo al Paese. La polizia non deve essere lasciata sola”. Lo ha detto Felice Romano, segretario generale del Siulp, nel corso del congresso del sindacato di Polizia. ”La sicurezza – ha spiegato Romano – deve diventare un affare nazionale, di tutti. Tradizione della Polizia è salvaguardare diritti e libertà, una tradizione che abbiamo fatto nostra e tramanderemo alle future generazioni. Nostro dovere è ricercare inoltre la legalità, ma in questo compito – ha ribadito – non possiamo essere lasciati soli, perchè è una questione di cultura, che riguarda tutti. Ai poliziotti viene chiesto di essere mediatori dei conflitti sociali, custodi del processo di integrazione, garanti dei diritti dei più deboli, ma non possono fare tutto da soli”.

 

SICUREZZA: CANCELLIERI, SERVE NUOVO MODELLO CAMBIA TIPOLOGIA CRIMINE, NECESSARIE PROFESSIONALITA’ DIVERSE

Roma, 6 dic. – (Adnkronos) – Serve uno ”sforzo di qualificazione per un nuovo modello di sicurezza” che ”faccia perno sugli uomini”, e per il quale occorrono ”professionalita’ diverse”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, intervenuta al congresso nazionale del Siulp, il Sindacato unitario lavoratori di Polizia. ”Viviamo un momento difficile, le risorse sono scarse e vanno utilizzate al meglio -ha sottolineato il ministro- ma questo puo’ anche diventare un momento di grande cambiamento”. Dunque, ha aggiunto il ministro ”alle Forze di polizia si chiede qualcosa di diverso” perche’ nella gestione dell’ordine pubblico ”ci si scontra con fenomeni nuovi, come i black bloc e i No Tav, oppure con crimini informatici, che volano sulla rete e per i quali potremmo anche noi avvalerci di giovani hacker”. Il ministro ha quindi sottolineato la necessità di ”formare uomini che sappiano affrontare queste nuove sfide e capaci di fronteggiare una criminalità sempre più diffusa e organizzata”. Il ministro ha poi assicurato l’impegno del governo a ”fare fatti” e ha concluso con un incoraggiamento: ”Insieme combatteremo le molte battaglie che abbiamo davanti”.

 

SICUREZZA: MANGANELLI, DOPO 30 ANNI LEGGE 121 DA AGGIORNARE E NO A CITTA’ BLINDATE, STRADE SICURE NON SONO QUELLE OCCUPATE CON CAMIONETTE E SACCHI DI SABBIA

Roma, 6 dic. (Adnkronos) – La legge 121 del 1981, che riorganizzò la sicurezza in Italia, ”è tuttora un faro ma a distanza di 30 anni meriterebbe qualche aggiornamento”. Lo ha detto il capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, intervenuto al congresso nazionale del Siulp, il sindacato unitario dei lavoratori della Polizia. Manganelli ha poi invitato a rivedere il ruolo di alcune figure amministrative in compiti di sicurezza pubblica, come i sindaci ”che si occupano di sicurezza urbana ma non devono invadere il campo della sicurezza pubblica”. Dunque niente sindaci-sceriffo, e niente ”blindature” delle citta’ che, ha osservato il capo della Polizia, ”creano tensioni”. ”Le strade sicure – ha aggiunto Manganelli mutuando il termine utilizzato per la presenza dell’esercito nelle città – non sono quelle occupate con le camionette e i sacchi di sabbia, sono quelle che vivono e che fanno vivere bene i cittadini”

 

SICUREZZA:MANGANELLI;FONDI SCARSI, ATTINGERE BENI CONFISCATI NO A SINDACI SCERIFFI E SOLDATI PER ORDINE PUBBLICO

(ANSA) – ROMA, 6 DIC – ”Siamo in un momento storico difficile, c’è una crisi finanziaria enorme che travolge anche il nostro campo”. Lo ha detto il capo della Polizia, Antonio Manganelli, intervenendo al congresso del Siulp. ”Non sappiamo – ha osservato Manganelli – se ci saranno ulteriori sacrifici, ma la sicurezza è un investimento, non una spesa passiva. Perché si possano però fare investimenti – ha aggiunto – servono risorse finanziarie e spero che qualcosa possa arrivare dai beni sottratti alla criminalità organizzata. Sono cifre importanti, ma non sempre utilizzabili subito”. Il capo della Polizia ha poi sottolineato che ”la sicurezza stimola l’occupazione e la qualita’ della vita ed accompagna lo sviluppo”. Quando c’è la crisi economica, ha proseguito, ”ci sono anche tensioni sociali e noi dobbiamo stare molto attenti a distinguere le manifestazioni di legittimo dissenso dalla strumentalizzazione che ne possono fare antagonisti e anarchici”. Manganelli ha poi rilevato che ”dopo trenta anni dalla legge 121 che ha riformato il sistema di sicurezza pubblica e’ necessario un aggiornamento”. Il prefetto ha quindi criticato il concetto di sindaco-sceriffo. ”Il sindaco – ha puntualizzato – si occupa di sicurezza urbane e non invade il campo della sicurezza pubblica che e’ prerogativa delle forze di polizia dello Stato. E’ una differenza chiara”. Frecciata anche all’impiego delle forze armate nei compiti di ordine pubblico. ”Le strade sicure – ha osservato – non sono quelle blindate con l’esercito, con i carri armati e con i sacchetti di sabbia, ma quelle dove i giovani possono uscire e camminare tranquilli”.

 

GIUSTIZIA:PALAMARA,NUOVE RISORSE DA TAGLIO TRIBUNALI

(ANSA) – ROMA, 6 DIC – ”La macchina della giustizia e’ farraginosa, bisogna avere il coraggio di eliminare i piccoli tribunali, le sedi inutili per recuperare risorse da destinare agli altri uffici”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, intervenendo al congresso del Siulp. ”E’ irrealistico – ha spiegato Palamara – chiedere piu’ risorse, visto che non ci sono ed è anche inutile pensare a riforme strutturali. Per affrontare l’emergenza bisogna quindi recuperare i fondi in un altro modo, eliminando gli sprechi ed individuando le criticita”’. Quanto al problema del sovraffollamento delle carceri, il presidente dell’Anm ha fatto notare che ”metà della popolazione carceraria è composta da persone che hanno commesso reati legati all’immigrazione e alla droga. Non serve quindi costruire nuovi carceri, ma trovare misure alternative alla detenzione, che va limitata alle fattispecie più gravi che mettono in crisi i valori della Costituzione”.

 

Mantovano, legge 121/81 è da cambiare

La legge 121 del 1981 che ha regolato gli assetti fondamentali della Polizia di Stato “è da cambiare. Oggi la sicurezza ha esigenze diverse e aggiuntive rispetto a 30 anni fa”. Ad affermarlo è l’ex sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano (Pdl), intervenuto oggi al VII congresso nazionale del Siulp. Una modifica alla norma, ha detto, è “necessaria. Il Ministero dell’Interno con Maroni aveva avviato una riflessione a riguardo, attraverso una commissione di studi interna. Mi auguro che il lavoro possa continuare anche adesso”.

La polizia, ha poi commentato, “non deve essere lasciata sola. Ha bisogno della collaborazione di tutti, dalle istituzioni sul territorio ai cittadini stessi”.

 

Minniti, tema sicurezza deve essere centrale

Il tema della sicurezza deve essere riportato al centro della discussione. Ne è convinto il presidente della fondazione ICSA e già sottosegretario agli Interni, Marco Minniti (Pd). Parlando dal palco del VII Congresso nazionale del Siulp, in corso a Roma, Minniti ha sottolineato che la legge 121 del 1981 “dovrebbe essere applicata in tutte le sue parti prima che sia rivista. A 30 anni dalla sua entrata in vigore non è infatti ancora stata interamente applicata. Il tema va affrontato con serietà e rigore, attraverso un coordinamento delle forze di polizia e la definizione della loro mission”.