Riportiamo il testo della nota dell’Ufficio Relazioni Sindacali

N.555/RS/O1/33/2/735 del 16 settembre 2015

Trattamento pensionistico al personale cessato dal servizio dal 2011 al 2014, durante il periodo di “blocco” retributivo.

Iniziativa legislativa.

Di seguito a precorsa corrispondenza relativa all’oggetto, si comunica che il Ministero dell’economia e delle finanze, con nota del 12 agosto scorso, ha escluso la possibilità di autorizzare, attraverso una circolare esplicativa o una norma di interpretazione autentica, la riliquidazione del trattamento pensionistico nei confronti del personale della Polizia di Stato e di quello del restante Comparto sicurezza e difesa cessato dal servizio durante il periodo di “blocco retributivo”, tenendo conto degli specifici emolumenti, maturati durante il medesimo periodo.

Tale intervento, infatti, secondo il predetto Ministero, comporterebbe nuovi e maggiori oneri, derivanti dalla mancata contribuzione ai fini previdenziali che renderebbe necessaria, con norma primaria, la relativa copertura finanziaria.

Determinerebbe, inoltre, una disparità di trattamento nei confronti del restante personale del pubblico impiego cessato dal servizio nello stesso periodo e destinatario del medesimo “blocco’, nonché di quello rimasto in servizio, con conseguenti effetti di trascinamento e nuovi oneri finanziari strutturali.

Preso atto di quanto sopra rappresentato, al fine di evitare al richiamato personale un ingiustificato “congelamento permanente” degli incrementi maturati durante il periodo di “blocco” sul trattamento pensionistico, questo Dipartimento, d’intesa con le altre componenti del Comparto, sta definendo la predisposizione di una proposta normativa che superi gli effetti derivanti dal cennato blocco retributivo per il predetto personale.

In proposito si sta provvedendo alla quantificazione dei relativi oneri.

Si fa riserva di fornire ulteriori notizie.

Nota URS
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