Assistiamo ormai da mesi ad una vera e propria competizione, senza esclusione di colpi,  nella quale i concorrenti si contendono il primato con mirabolanti promesse. Nuovi riordini delle carriere, per cercare di aumentare i bassi salari poliziotti (tra i più bassi in Europa), assumere migliaia di nuovi poliziotti oltre il turn over e reperire fondi sostanziosi per  migliorare la sicurezza ai cittadini attraverso “nuove ricette” e l’ennesimo pacchetto sicurezza.

Nulla di nuovo, giacché l’esperienza ci ha temprato alle promesse incantatrici quando ci si trova di fronte al bivio di come dare attuazione alle questioni concrete che sono sul tavolo dell’esecutivo o in discussione in Parlamento, come l’approvazione ai correttivi del riordino, appena chiuso, o l’apertura del tavolo contrattuale inerente la coda normativa dell’accordo sottoscritto a gennaio di quest’anno.

A tutti questi contendenti vogliamo ricordare che i Poliziotti hanno imparato bene questi meccanismi, e il paradosso che ne discende secondo il quale “Siamo figli di tutte le opposizioni ma orfani di tutti i Governi”.

È il messaggio che il Segretario Generale del SIULP Felice ROMANO invia in risposta alle numerose e continue promesse che in questi giorni si sentono in tema di sicurezza e di come dare risposte concrete alle aspettative delle donne e degli uomini in uniforme sempre più richiesti per far percepire maggiore sicurezza agli italiani.

Ringraziamo gli autori di tutte queste promesse, sottolinea il leader del SIULP,  non fosse altro perché così facendo comunque dimostrano di avere attenzione e sensibilità verso le donne e gli uomini che quotidianamente rischiano la propria vita in ogni angolo del Paese per garantire livelli di sicurezza adeguati alle esigenze dei cittadini e a garanzia della stessa democrazia.

A tutti quelli che si impegnano su questo fronte, evidenzia Romano, avvertiamo la necessità di avere la loro attenzione affinché, prima ancora di nuove promesse di cui nessuno può farsi da garante circa la loro effettiva attuazione, il loro impegno si concentri sulle questioni, che sono fondamentali per i Poliziotti e la sicurezza e che, se non risolte, possono minare alle fondamenta il funzionamento della “macchina” sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

Mi riferisco, sottolinea il sindacalista, all’approvazione dei correttivi al decreto di riordino appena concluso – che se non approvati, non solo scontenteranno tutto il personale interessato e le legittime aspettative di oltre vent’anni di attesa,  non si consentirà nemmeno di dare attuazione alla volontà che il legislatore ha voluto perseguire con l’approvazione del riordino considerato che si corre il rischio di mandare in tilt l’Istituzione perché potrebbe rimanere “acefala”, ovvero senza le qualifiche apicali che devono governare la funzione di polizia – e, cosa ancora più importante, l’apertura del tavolo contrattuale per la parte normativa senza la quale l’accordo sottoscritto a gennaio scorso rimane incompiuto così pregiudicando l’efficienza e l’efficacia della funzione di polizia.

Ecco perché, conclude Romano, in attesa di verificare se sarà possibile dare attuazione alle promesse che si stanno facendo, è urgente e necessario dare concretezza alle questioni che già sono state discusse e definite e che attendono o l’approvazione del Parlamento, riferito ai correttivi, o l’apertura del confronto con il quale dare completa attuazione agli istituti contrattuali e distribuire i 150 milioni di euro che da un anno attendono di efficientare la funzione di polizia e di remunerare le prestazioni dei poliziotti. Se non accadrà tutto questo, attesi anche i solleciti già inoltrati ai Ministri competenti e allo stesso esecutivo, non rimane che ricorrere alla protesta per la tutela dei nostri diritti.

Roma lì 20 settembre 2018

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