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Moro: Siulp, grave presenza di terroristi in Tv. Chiediamo intervento Presidente Gentiloni

L’Ora

MORO: SIULP, grave presenza terroristi in trasmissioni TV e loro esaltazione anche nella presentazione


Moro Siulp grave terroristi in tv intervenga Gentiloni

ANSA- ROMA 18 MAR- Quanto accaduto con le interviste ad alcuni terroristi assassini spietati e condannati a vari ergastoli che in un Paese civile avrebbero dovuto finire i propri giorni in carcere anziché imperversare in alcuni studi Tv come i detentori della verità di uno dei periodi più bui e violenti della storia della nostra democrazia è orripilante e inaccettabile.

Cosi’ Felice Romano segretario del sindacato di polizia Siulp che chiede al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni da cui dipende I’Autority per l’informazione e l’editoria di fare giustizia e di ridare dignità a tutte le vittime che si sono immolate per la difesa del nostro Paese. In una società civile e veramente democratica – aggiunge Romano – questi personaggi non solo non dovrebbero avere tali opportunità di parlare a milioni di italiani ma avrebbero dovuto perdere già dal primo ergastolo ogni diritto civile che è prerogativa dei cittadini perbene di una società civile e democratica che ripudia la violenza e la guerra come atto imprescindibile per la propria esistenza.


MORO SIULP GRAVE PRESENZA TERRORISTI IN TRASMISSIONI TV

Chiediamo immediato intervento Presidente Gentiloni

Roma 18 ma r. – AdnKronos – Le varie trasmissioni e lo spazio dedicato dai mass-media in generale agli appartenenti alle brigate rosse rei direttamente o in corresponsablità degli efferati delitti che hanno insanguinato le piazze e le strade del nostro Paese nei cosiddetti “anni di piombo” sono un fatto grave ed esecrabile. E’ quanto si legge in una nota del Siulp il sindacato di Polizia. Siamo tra quelli -sottolinea il segretario generale del Siulp Felice Romano- che hanno sempre difeso il diritto ad una stampa libera nella convinzione però che il diritto di cronaca deve essere innanzi tutto un servizio alla collettività nel riportare la verità. Quanto accaduto con le interviste ad alcuni terroristi assassini spietati e condannati a vari ergastoli che in un Paese civile avrebbero dovuto finire i propri giorni in carcere anziché imperversare in alcuni studi Tv come i detentori della verità di uno dei periodi più bui e violenti della storia della nostra democrazia è orripilante e inaccettabile. E lo è al punto tale soprattutto per le modalità con cui sono stati presentati questi soggetti da richiedere immediatamente l’intervento del Presidente del Consiglio affinché attivi I’Autorità preposta al controllo e alla correttezza del modo di fare informazione considerato che gli stessi hanno avuto la sfacciataggine e la crudeltà di definire le vittime delle loro azioni omicida un mestiere mentre si erigevano a professori della storia e dell’etica comportamentale del vivere civile .

In un Paese civile e normale ad avviso del Siulp tutto ciò è inaccettabile e pertanto richiede una risposta ferma ed immediata non solo dei parenti delle vittime dei suoi colleghi ma anche delle Istituzioni. La risposta ferma e decisa di condanna deve avvenire da tutta la società e dagli stessi massmedia. Ci deve essere per il rispetto di chi ha sacrificato senza esitazione la propria vita per garantire la democrazia ed arrestare chi invece riteneva che le proprie ragione si dovessero affermare non con la forza della ragione ma con la violenza e la furia assassina.

Il Siulp sottolinea Romano chiede al Presidente Gentiloni da cui dipende I’Autority per l’Informazione e l’Editoria se non esistono i presupposti per intervenire e censurare chi attraverso spazi e modalità sicuramente eticamente inaccettabili ha presentato al nostro Paese e in particolare ai giovani che non hanno vissuto quegli anni cruenti degli assassini come “dirigenti” di non meglio indicate articolazioni dello Stato o della nostra società che si sono arrogati il diritto di dare la verità storica su quegli anni. In una società civile e veramente democratica questi personaggi non solo non dovrebbero avere tali opportunità di parlare a milioni di italiani ma avrebbero dovuto perdere già dal primo ergastolo ogni diritto civile che è prerogativa dei cittadini perbene di una società civile e democratica che ripudia la violenza e la guerra come atto imprescindibile per la propria esistenza.

Al Presidente Genti Ioni continua Romano chiediamo di fare giustizia e di ridare dignità a tutte le vittime che si sono immolate per la difesa del nostro Paese ridando speranza e motivazione non solo alle vittime dei caduti non solo a tutti gli addetti al Comparto Sicurezza e Difesa che quotidianamente si sacrificano per la difesa della democrazia e la sicurezza di ogni individuo della nostra società ma soprattutto ai giovani che non conoscendo quella storia potrebbero avere cattivi maestri che potrebbero innescare in loro il dubbio che quella strada e’ percorribile e addirittura giustificabile. Perché conclude Romano come ha avuto modo di scrivere Primo Levi in merito alla commemorazione dell’olocausto “se comprendere è impossibile conoscere e’ necessario”. Ma per conoscere c’é bisogno della verità e non della versione faziosa e personalistica di chi si e’ macchiato del reato di omicidio.


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