Riportiamo il testo della lettera inviata, dal cartello sindacale del Comparto sicurezza, al Presidente del Consiglio Enrico Letta e al ministro della Pubblica Amministrazione Giampiero D’Alia

“Signor Presidente,

lo scorso 4 settembre si è svolta presso il Ministero della Funzione Pubblica la riunione concernente le problematiche del Comparto Sicurezza-Difesa.

Premesso il carattere prevalentemente tecnico della riunione, nel corso del dibattito è emersa chiaramente l’esigenza di ottenere un chiarimento politico circa la reale disponibilità delle risorse e degli strumenti indispensabili a consentire alle parti di programmare una serie di interventi normativi in tema di previdenza complementare, T.F.R., nel rispetto della specificità del comparto e della categoria. La stessa esigenza è stata ravvisata con riferimento alla praticabilità di un superamento delle attuali limitazioni imposte col tetto salariale, che rappresentano un serio rischio per la tenuta organizzativa del sistema di sicurezza di questo Paese.

Certi che il Ministro D’Alia Le abbia reso noti gli esiti della predetta riunione, le scriventi OO.SS. – che rappresentano la totalità dei lavoratori del Comparto Sicurezza-Difesa – giudicano positivamente il fatto che il Governo abbia già manifestato l’impegno a procedere al varo di una legge delega sul riordino delle carriere delle Forze di Polizia prima della definitiva approvazione della revisione dello strumento militare. Anche in questo caso, però, v’è poi l’ineludibile esigenza di procedere all’avvio di un ragionamento politico che consenta di verificare se oggi vi siano ancora le condizioni per il mantenimento di un unico Comparto contrattuale Sicurezza-Difesa, come peraltro emerso dalla predetta riunione, o se, invece, non si renda necessaria una soluzione diversa, nell’ambito della quale le problematiche afferenti i citati settori vengano affrontati e risolti separatamente, per esaltare le rispettive peculiarità professionali e individuare le soluzioni più congeniali a risolvere le diverse problematiche.

Oggi, in vista della ripresa autunnale dei lavori, nella prospettiva di una possibile riacutizzazione delle tensioni di piazza, appare più che mai ineludibile l’esigenza di ottenere una risposta celere ed esaustiva in ordine agli intendimenti del Governo rispetto a rivendicazioni che registrano la sensibile attenzione di tutti i lavoratori in uniforme.

In questa ottica, Le chiediamo di far tenere al più presto la fissazione di un incontro con le scriventi OO.SS., da cui far scaturire l’avvio di un percorso di confronto costruttivo e auspichiamo fruttuoso che consenta di verificare appieno la reale volontà del Governo di discutere delle esigenze rappresentate, avendo ovviamente a riferimento la specificità della categoria stabilita per legge.

Ad ogni buon fine, siamo anche in qualche misura costretti a rappresentarle che lo stato di agitazione della categoria già in atto, non potrà che sfociare in una serie di iniziative di protesta che potrebbero apparire inevitabili laddove dovesse malauguratamente materializzarsi una risposta negativa o, peggio, una altrettanto significativa inerzia interlocutoria sui temi prospettati.

Confidando nella Sua sensibilità istituzionale, invero più volte manifestata nei confronti delle donne e degli uomini in divisa, restiamo in attesa di cortese riscontro e, con l’occasione, Le inviamo sentimenti di rinnovata stima.”

la lettera al Presidente Letta
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