Riportiamo il testo della lettera inviata al Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli

Signor Capo della Polizia,
nel corso dell’incontro dello scorso 13 marzo presso la Struttura di Missione che legge per

conoscenza avevamo affrontato e discusso, tra le varie, anche la tematica della progressione di carriera del 7° ed 8° corso degli Ispettori.

Eravamo partiti dalla constatazione che l’età media del personale del ruolo degli Ispettori, che del resto rispecchia la piramide anagrafica invertita degli operatori della Polizia di Stato, era particolarmente elevata, e che per l’effetto nel breve periodo si sarebbe realizzato un sostanziale svuotamento delle qualifiche apicali del ruolo medesimo. Imputabile, è appena il caso di ricordarlo, alla colpevole inerzia dell’Amministrazione che per anni, diversamente da quanto avvenuto nelle altre Forze di Polizia, ha scientemente evitato di bandire i relativi concorsi, provocando un depauperamento dell’organico del ruolo degli Ispettori, al punto tale che oggi gli effettivi sono meno di 10 mila a fronte dei quasi 24 mila previsti.

Quale possibile soluzione avevamo proposto di agevolare il percorso di carriera sia degli Ispettori Superiori che degli Ispettori Capo frequentatori del 7° ed 8° corso. Per questi ultimi, in particolare, avevamo sollecitato una procedura concorsuale semplificata che avrebbe al contempo consentito all’Amministrazione di colmare – seppur solo in parte – in breve termine il vuoto provocato dai pensionamenti, ed ai colleghi dei due corsi in menzione di poter vedere finalmente apprezzata la preparazione maturata corso di formazione che, anche per la eccezionale durata, è risultato particolarmente qualificante.

Proprio perché – come del resto anche tutte le altre OO. SS. – avevamo posto la questione al tavolo deputato all’elaborazione dei correttivi, immaginavamo che prima di adottare qualsivoglia determinazione l’Amministrazione ci avrebbe quantomeno dato un riscontro circa la possibilità – o la volontà – di accogliere le proposte istanze.

Ed invece ci troviamo oggi di fronte ad un concorso bandito inopinatamente, rispetto al quale dunque l’Amministrazione, ancora una volta, ha scelto la via dell’autodeterminazione ed ha, nella sostanza, svilito il ruolo del sindacato. Con una conseguente perdita di autorevolezza nei confronti dei colleghi interessati, i quali confidavano se non altro di poter conoscere per tempo il loro destino, e si vedono ora invece costretti ad una affannosa preparazione per cercare di prepararsi adeguatamente ad una prova scritta calendarizzata a distanza di pochi giorni dalla pubblicazione del bando. Il tutto con una prospettiva che, nella migliore delle ipotesi, vedrà la conclusione delle prove concorsuali a distanza di parecchi mesi, con conseguente dispendio di risorse.

Le medesime considerazioni, mutatis mutandis, possono essere dedotte anche in relazione agli omologhi colleghi del ruolo tecnico. Il D. L.vo95/2017 ha infatti stabilito nuove norme per la promozione ad Ispettore Superiore Tecnico (ex Perito Tecnico Superiore), per effetto delle quali oggi si accede a tale qualifica con nove anni di effettivo servizio nella qualifica di Ispettore Capo Tecnico (ruolo aperto, scrutinio per merito comparativo, laurea triennale dal 2027, “salvo che la stessa non sia richiesta come presupposto per l’accesso al ruolo”).

Tuttavia l’ultimo concorso per Perito Tecnico Superiore, bandito il 9 novembre 2015 (con cinquantasei posti a disposizione, B.U. del 18 novembre 2015), era riservato ai Periti Tecnici Capo che avevano maturato la qualifica al 31 dicembre 2009.

Orbene, mentre per il ruolo ordinario il riordino ha previsto (Art. 2, punto r) un apposito concorso“per i posti complessivamente riservati ai concorsi non banditi per l’accesso alla qualifica di Ispettore Superiore SUPS alla data del 31 dicembre 2017, riservato agli Ispettori Capo in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto, già frequentatori del 7° e 8° Corso di formazione per vice ispettore”, ferme restando le perplessità dianzi esposte sulla modalità concorsuale, per il ruolo tecnico non è stata individuata nessuna analoga procedura concorsuale.

A tale stregua tutti gli ex Periti Tecnici Capo con decorrenza di anzianità comprese tra il 2010 ed il 2016, quelli cioè che sotto la vigenza del vecchio ordinamento avrebbero avuto il diritto di partecipare ai concorsi per Perito Tecnico Superiore, in mancanza di opportuni correttivi sarebbero doppiamente penalizzati, essendo loro preclusa sia la possibilità di concorrere per i posti messi a concorso annualmente, sia la possibilità di partecipare, come gli omologhi dei ruoli ordinari, ad una specifica procedura concorsuale.

Inutile dire che, oltre a sollecitare l’introduzione di un correttivo che rimuova la segnalata disparità di trattamento, devono qui darsi per riproposte le medesime istanze di semplificazione rivendicate per il concorso riservato agli Ispettori Capo già frequentatori del 7° ed 8° Corso.

Confidando nella consueta sensibilità siamo quindi a chiedere un incontro urgente nel quale poter discutere delle questioni qui rappresentate.