Nei giorni 25 e 26 febbraio si sono tenuti due importanti confronti tra le scriventi OO.SS. e il vertice dell’Amministrazione. Il primo tavolo di confronto è stato presieduto dal Vice Capo Vicario della Polizia Pref. Marangoni, coadiuvato dai Direttori Centrali Dr. Mazza, Dr. Roca e Dr. Ricciardi per le Relazioni Sindacali. Oggetto dell’incontro le commissioni paritetiche nazionali, per premi e promozioni per merito straordinario, formazione e aggiornamento professionale. Il secondo tavolo è stato presieduto dal Vice Capo per il Coordinamento e la Pianificazione Pref. Piantedosi, coadiuvato dal Pref. Valentini, dal Dr. Mazza e dal Dr. Ricciardi per le Relazioni Sindacali. Oggetto della riunione le problematiche emerse nel passaggio alla gestione di NoiPA, la razionalizzazione presidi di polizia e il riordino delle carriere. In via preliminare si evidenzia come la determinata e ferma posizione, assunta in merito dal cartello unitario, ha consentito di evitare che, in tema di razionalizzazione dei presidi, si discutesse esclusivamente degli uffici di polizia, scongiurando la chiusura dei nostri uffici e ottenendo di aprire la discussione e il confronto sul tavolo del coordinamento, in modo che riguardasse tutte e 5 forze le di polizia, così come disciplinate dalla l. 121/81. E’ passata, insomma, la linea delle scriventi OO.SS., come avevamo richiesto al Ministro dell’Interno e al Capo della Polizia. Abbiamo, così facendo, ottenuto la possibilità di costruire una diversa e più organica politica di revisione dell’intero modello convinti che, riorganizzando tutte le forze in campo attraverso una riforma complessiva dell’attuale sistema, si può costruire una nuova e condivisa progettualità che renda la funzione di polizia, e quindi di sicurezza, strategica per lo sviluppo del sistema Paese.

Abbiamo chiesto e ottenuto le condizioni per una revisione dell’intero modello, attraverso un percorso che conferisca un nuovo e ulteriore impulso ad un disegno innovativo che, sia sotto il profilo dell’organizzazione (immobili, presidi, mezzi strumentali, tecnologie, semplificazioni), sia sotto quello di un maggiore coordinamento tra le Forze di polizia, proietti negli anni a venire un modello efficiente, capace di rendere ancora più cogente il diritto alla sicurezza e di sostenere i delicati processi riformatori, oltre che le sfide della globalizzazione, come l’immigrazione, che attendono l’Italia. In tale direzione, abbiamo fatto passare il nostro concetto che il fattore risorse umane gioca un ruolo peculiare e centrale; ecco perché il metodo scelto e il merito individuato, come da noi richiesto, è la strada giusta. Perché è necessario sviluppare una visione di medio – lungo termine che inverta la crescita dell’età media, con un’oculata e straordinaria previsione di reclutamento, incominciando da coloro che hanno già superato il concorso, anche se non sono stati assunti per i limiti di bilancio, e con nuovi modelli di carriere che favoriscano responsabilità, dinamicità, ma anche efficienza ed efficacia se, veramente, si vuole ridisegnare un modello della sicurezza a sua volta efficiente, efficace, ma anche sostenibile rispetto alle difficoltà economiche che il Paese deve affrontare. Ignorare queste priorità come da noi proposte, significa, in realtà, abdicare al ruolo di protagonisti del cambiamento, lasciando all’Esecutivo la facoltà di come scegliere di riorganizzare e di cambiare le cose.

ADP

Un Esecutivo, come sappiamo, molto più accorto alle esigenze di bilancio, anche per la forte pressione che esercita l’Europa, che invitiamo ad essere attento all’efficienza e all’efficacia del modello e alla valorizzazione del personale.

Il Vice Capo Piantedosi, condividendo le priorità e la sostanza delle questioni poste alla sua attenzione, ribadiva che sono già stati avviati tre tavoli fra le Amministrazioni, al fine di giungere ad un progetto condiviso sulle tre direttrici sulle quali lavoreranno. La prima attiene alla revisione delle “specialità”, ovvero chi e come deve fare che cosa; la seconda attiene alla revisione della distribuzione dei presidi, che ovviamente è strettamente legata alla prima; la terza riguarda al riordino del modello e delle carriere del personale, nell’ottica sopra richiamata.

Alla fine del mese di marzo, a conclusione del tavolo di lavoro delle 5 Amministrazioni, che si riunirà presso il Dipartimento di PS, l’unica casa comune della sicurezza nazionale e dei suoi apparati, si aprirà la fase più concreta del confronto con i Sindacati di Polizia.

Inoltre, abbiamo con molta fermezza evidenziato e richiesto che l’argomento “razionalizzazione”, prima della fase operativa ed esecutiva, per le sigle aderenti al cartello unitario ha la necessita inderogabile di essere accompagnato da una legge delega sul Riordino delle Carriere. Nelle more, ci siamo resi disponibili a riaprire la discussione sul tema, che dovrà essere finalizzata ad una concretizzazione del risultato, partendo dall’ultima bozza del febbraio del 2014. Ciò detto, abbiamo anticipato che l’attuale modello del Comparto Difesa, considerato che ha già operato un riordino in sede di approvazione dello strumento militare, non può essere il freno che condiziona i livelli di efficienza e organizzazione della sicurezza interna, oltre che del riordino delle carriere delle Forze di polizia. Riteniamo che sia necessario aprire una stagione di confronto con il Governo e l’Amministrazione per agire sul piano delle riforme, anche al fine di ridisegnare l’organizzazione del Comparto Sicurezza, che sia sganciato da quello della Difesa. Gli operatori di tali comparti hanno entrambi compiti e mission molto delicate e nobili, ma oggettivamente diverse, come diversi sono i compiti attribuiti ai poliziotti rispetto ai militari e, quindi, diverse, devono essere anche le progressioni di carriera. Esse devono rispondere non più ad un parallelismo inadeguato e anacronistico come quello che sinora si è fatto con quelle militari, ma vanno ridisegnate guardando alle esigenze del nostro personale e della mission che va garantita in modo da rendere fruibili i nostri servizi ai cittadini.

In merito al passaggio della gestione dei nostri stipendi e trattamenti accessori all’innovativo sistema di NoiPA, abbiamo evidenziato che la scelta dell’Amministrazione di anticipare i tempi a prima della fine del 2016 è stata una scelta opportuna e necessaria per essere al passo con i tempi e con l’efficienza e la compatibilità. Tuttavia, abbiamo, contestualmente, fermamente protestato per i ridarti e la sequela di errori commessi nel gestire il programmato passaggio, considerato che il personale ha subito ridarti ingiustificati nel pagamento delle indennità accessorie, comprese quelle speciali (elicotteristi, sommozzatori ecc…) che di fatto sono parte integrante dello stipendio, che hanno causato un grosso disagio ai poliziotti e alle loro famiglie. L’Amministrazione chiariva di aver posto in essere tutte le verifiche e procedure per sanare i disagi e le disfunzioni segnalate dalle OO.SS. e, comunque, che entro e non oltre il mese di marzo tutti gli errori saranno sanati, compresi quelli commessi nella gestione delle deleghe sindacali. Inoltre, abbiamo lamentato con determinazione, l’incomprensibile ritardo nel pagamento degli emolumenti spettanti ai dirigenti e funzionari, a seguito dello sblocco del tetto salariale da noi ottenuto, in quanto unico ruolo, ad oggi, a non aver percepito le spettanze dovute. Inconveniente che non si è verificato in altre Amministrazioni, il cui personale, dalla qualifica di Agente a Dirigente, ha percepito quanto gli

spettava già nel mese di gennaio, così come il Governo aveva concordato con le scriventi OO.SS. nel corso dell’incontro con il Premier del 7 ottobre scorso. Punto particolarmente dolente il tentativo dell’Amministrazione di comprimere i diritti di tutela del personale connessi alla specificità delle funzioni, per effetto della contraddittoria normativa, avallata da un improvvido e tardivo parere del Consiglio di Stato, a seguito del quale si è cercato ci modulare, in pejus, la funzione assegnata alle commissioni paritetiche. In particolare, sia quelle relative ai premi e alle promozioni, sia quella relativa alla formazione e aggiornamento del personale. Di fatto, al fine di applicare le ultime norme di legge che abrogano tutti gli organismi collegiali comunque denominati, ivi comprese le commissioni paritetiche, l’Amministrazione ha proposto una formula finalizzata a riunioni di commissioni di tipo consultivo, ove la decisione finale spetterebbe comunque al Capo della Polizia, svilendo così il ruolo e la funzione del sindacato. Le OO.SS. hanno rigettato la proposta e hanno ricordato all’Amministrazione che quelle commissioni non hanno costi per lo Stato; inoltre, a differenza delle altre categorie professionali, le OO.SS. della Polizia di Stato, non fanno parte di C.d.A. o CIV (Comitati di Indirizzo e Vigilanza), come consentito alle OO.SS. del pubblico impiego, per cui richiedevano all’Amministrazione, al pari di come ha richiesto il parere al C.d.S. per le commissioni, di chiedere analogo parere al fine di consentire la partecipazione dei Sindacati di Polizia negli organismi di vigilanza dell’INPS.

Parimenti, è stato richiesto di istituire i C.I.V. anche in seno all’Amministrazione della P.S. al fine di consentire al sindacato di svolgere il proprio ruolo di controllo relativamente ai progetti effettivamente concretizzati rispetto a quelli preannunciati in sede preventiva. Ovviamente tale richiesta è stata estesa anche al Fondo di Assistenza.

Le riunioni, benché svolte in un clima di sereno confronto, si sono concluse con la sottolineatura che, qualora le nostre istanze non saranno accolte, ci vedremo costretti a passare dalla stagione della mobilitazione a quella del conflitto in un batter d’occhio, anticipando, sin da subito, che in assenza di risposte concrete sui delicati temi oggetto del confronto, a breve sarà programmata una prima manifestazione con volantinaggio nella piazza antistante il Viminale.

2015_02_27_comunicato
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