dichiarazione di Felice Romano, Segretario Generale del Siulp
Sconforto e necessità di un chiarimento urgente da parte del Governo circa le dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consiglio alle agenzia di stampa concernenti l’annuncio di un aumento dei militari in servizi di polizia pari a dieci volte il numero attuale.
Questo il commento di Felice Romano, Segretario generale del Siulp, il più grande sindacato di polizia alle dichiarazioni del Governo.
Sbagliare e umano, perseverare e veramente diabolico, continua Romano. Siamo sempre stati contro l’impiego dell’esercito in funzioni di polizia perché questo non è degno di un Paese democratico e civile qual’è il nostro e non risolve il problema della sicurezza nelle nostre città.
L’avevamo detto sin dall’inizio, continua Romano, che la decisione di impiegare i 3.000 militari nelle vigilanze ad obiettivi sensibili poteva essere l’unica mediazione possibile in un momento di emergenza in quanto poteva restituire al controllo del territorio altrettanti operatori delle Forze di polizia.
Nessun’altra mediazione poteva essere accettata poiché ogni ulteriore insistenza in tal senso farebbe emergere l’esistenza di una strategia di militarizzazione del territorio e del Paese, oltre che un sovvertimento dell’attuale modello di sicurezza basato sulla centralità dell’Autorità di pubblica sicurezza civile.
A questo si aggiunge il problema dei costi. L’impiego dei 3.000 militari è costato oltre 62 milioni di euro con risultati che fanno gridare ancora all’emergenza sicurezza. Se il numero dei militari salisse a 30.000 occorrerebbero circa 620 milioni di euro.
Con tali risorse si potrebbero essere assunti quasi 20.000 poliziotti che sono professionisti della sicurezza e non della guerra come i militari.
Ciò dimostra che le priorità in base alle quali il Governo ha operato 3 miliardi di tagli al comparto sicurezza, che rischia di mandare al collasso il sistema, sono inesistenti e sottendono ad un volontà di scelte e non per esigenze finanziarie.
Per questo il Siulp dice no alla proposta paventata dal Governo e rispedisce al mittente la volontà di militarizzare il territorio e di non voler investire sulla priorità sicurezza che, qualora si continui su questa strada, rischia di diventare veramente un’emergenza nazionale.
Per questo, conclude Romano, il Siulp continuerà in modo vigile la sua battaglia quale sentinella di un sistema di sicurezza moderno ed efficace basato sulla centralità dell'Autorità civile della pubblica sicurezza, quale unico strumento per garantire ad una democrazia occidentale avanzata quale è il nostro Paese, il diritto sia alla Sicurezza ma anche alla libertà".
Roma, 24 gennaio 2009
IL MATTINO: Militari nelle strade, frenata del Premier «Decideremo con Napolitano»
Il Messaggero: Sull'impiego dei militari prudenza del Colle
IL TEMPO: Il Siulp «L'esercito non ha funzioni di polizia»
L'Unità: «E' offensivo parlere dell'esercito in questo modo», intervista al Gen. Angioni
SICUREZZA: SIULP, NO AD AUMENTO SOLDATI, BASTA LOGICA EMERGENZA
(AGI) - Roma, 24 gen. - "Sarebbe come se, in presenza di una emergenza in sala operatoria, anziche' a dei chirurghi ci si affidasse a delle infermiere, per quanto specializzate". Felice Romano, segretario generale del Siulp (Sindacato italiano unitario dei lavoratori di polizia), boccia senza mezzi termini l' ipotesi di moltiplicare per dieci il numero dei militari impegnati in compiti di ordine pubblico nelle citta'. "Fin quando si e' trattato di interventi straordinari - attacca Romano - e l' uso dell' esercito era finalizzato al presidio di obiettivi fissi in modo da 'liberare' le forze dell' ordine e restituirle a compiti di controllo del territorio, il Siulp ha condiviso responsabilmente la scelta di chiedere un aiuto a quelli che, non dimentichiamolo, restano professionisti di guerra. Ma se ora il governo ci dice che il ricorso a 30mila militari nell' operazione 'Strade sicure' non e' piu' un'emergenza ma un fatto strutturale, diventano davvero incomprensibili i tagli - 3 miliardi di euro nel triennio - arrecati dallo stesso governo al comparto sicurezza". Non solo: "con i soldi che servirebbero a finanziare il ricorso ai militari - stima il segretario generale - si potrebbero assumere in via permanente almeno 6-7mila appartenenti alle forze dell' ordine, cioe' professionisti specializzati a fronteggiare le esigenze dell' ordine pubblico". Per Romano, sarebbe anche il caso di ammettere "che i risultati dell' operazione 'Strade sicure' non sono stati quelli sperati e che l' effetto positivo dei pattugliamenti congiunti e' durato pochissimo. Del resto, non sarebbe potuto andare diversamente: i nostri soldati danno il meglio di se' in scenari di guerra, problematici, come ad esempio quelli dell' Iraq o dell' Afghanistan, non certo nel controllo dei quartieri o nella prevenzione e repressione dei reati della cosiddetta criminalita' diffusa". (AGI)
SICUREZZA: MILITARI; SIULP, PERSEVARARE E’ DIABOLICO
(ANSA) – ROMA, 25 GEN – “Sbagliare e umano, perseverare e veramente diabolico, continua Romano. Siamo sempre stati contro l’impiego dell’esercito in funzioni di polizia perché questo non è degno di un Paese democratico e civile qual’è il nostro e non risolve il problema della sicurezza nelle nostre città.” Così il Segretario del Siulp Felice Romano commenta l’annuncio del premier di portare a 30 mila i militari nelle città esprimendo “sconforto” e chiedendo un “chiarimento urgente” al governo.
Insistere sui militari, prosegue dunque il Siulp, significa perseguire “una strategia di militarizzazione del territorio e del paese, oltre che un sovvertimento dell’attuale modello di sicurezza basato sulla centralità dell’autorità di pubblica sicurezza civile”. A questo si aggiunge inoltre il problema dei costi: “L’impiego dei 3.000 militari è costato oltre 62 milioni di euro con risultati che fanno gridare ancora all’emergenza sicurezza. Se il numero dei militari salisse a 30.000 occorrerebbero circa 620 milioni di euro. E con tali risorse si potrebbero essere assunti quasi 20.000 poliziotti che sono professionisti della sicurezza e non della guerra”. (ANSA)
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